Approfondimento bando
Smart&Start Italia 2026: chi può davvero accedere.
Requisiti, importi, tassi di approvazione ufficiali, e un percorso concreto per arrivarci preparati.
Smart&Start Italia è il programma di finanziamento agevolato gestito da Invitalia per le startup innovative. Dall’apertura dello sportello nel 2015 ha concesso 721 milioni di euro di agevolazioni a 1.444 startup innovative (dati Invitalia al 31 agosto 2026). Concesse, non erogate: al 31 dicembre 2023, a fronte di circa 539 milioni concessi, quelli effettivamente erogati erano circa 167,7 milioni (MIMIT, Relazione annuale 2024). È spesso il primo bando di cui sentono parlare i fondatori italiani. Ed è anche quello su cui si creano più aspettative sbagliate.
Questa guida è scritta per chi sta valutando se candidarsi. Parla chiaro su tre cose: chi può davvero accedere, quanto si ottiene, e cosa serve preparare prima di iniziare.
Cos’è Smart&Start, in due righe
Un finanziamento agevolato a tasso zero e senza garanzie, di durata massima di dieci anni, pari all’80% delle spese ammissibili. Sale al 90% se la compagine è composta interamente da donne e/o da giovani fino a 35 anni, oppure se include almeno un esperto con dottorato di ricerca (o titolo equivalente) conseguito da non più di 6 anni e impegnato stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno tre anni (DM 24 settembre 2014, art. 6 c. 2).
Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, e nei comuni dei crateri sismici 2016-2017, restituiscono solo il 70% del finanziamento calcolato sulle spese di investimento: il 30% diventa a fondo perduto (scheda MIMIT). Fuori da queste otto regioni il beneficio vale solo nei comuni del cratere elencati negli allegati 1, 2 e 2-bis del DL 189/2016 (in Lazio, Marche e Umbria), e solo nei limiti delle risorse disponibili. Non è un grant puro: è prestito agevolato.
I requisiti formali
Per essere ammissibili al bando, l’impresa deve essere (circolare 439196/2019, punto 4):
- Una startup innovativa regolarmente iscritta alla sezione speciale del Registro Imprese. Iscrizione, non solo richiesta. La data conta.
- Costituita da non più di sessanta mesi alla data della domanda. Cinque anni, non quattro né sei.
- Di micro o piccola dimensione secondo la definizione UE (FAQ Invitalia 1.a). Il DM 13 luglio 2026 apre anche alle medie imprese, ma si applica solo dalla pubblicazione della circolare attuativa (art. 2, c. 2), che al 15 ottobre 2026 non risulta ancora pubblicata.
- Dotata di sede legale e operativa in Italia. Un’impresa estera può presentare domanda, ma deve dimostrare di avere almeno una sede operativa in Italia (e l’iscrizione alla sezione speciale) alla data della prima richiesta di erogazione.
- Non in liquidazione volontaria e non sottoposta a procedure concorsuali.
- In regime di contabilità ordinaria e non “in difficoltà” secondo le regole UE.
Esiste anche una variante per team che non hanno ancora costituito l’impresa: possono presentare il progetto e, se ammessi, hanno 30 giorni dalla comunicazione di ammissione per costituire la società e chiederne l’iscrizione al Registro delle imprese, anche nella sezione speciale (circolare 439196/2019, punto 4.2). Questo è importante per chi vuole partire finanziato senza assumersi i rischi di una costituzione preventiva.
Quanto si ottiene davvero
Il bando prevede piani d’impresa con spese ammissibili tra 100.000 euro e 1,5 milioni, al netto dell’IVA e compreso il capitale circolante (circolare 439196/2019, punto 8.5). Smart&Start ne copre l’80% (il 90% per le compagini che ne hanno diritto); il resto va coperto con risorse proprie o altri canali.
Il rimborso parte 12 mesi dopo l’erogazione dell’ultima quota, con rate semestrali costanti che scadono il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno (DM, art. 6 c. 3).
| Caso | Costi ammissibili | Quota agevolata | Da restituire |
|---|---|---|---|
| Startup al Centro-Nord, progetto medio | € 400.000 | € 320.000 (80%) | € 320.000 in 10 anni |
| Startup in una delle otto regioni (o nel cratere), stesso progetto, solo spese di investimento | € 400.000 | € 320.000 (80%) | € 224.000 + € 96.000 a fondo perduto |
Lo sconto del 30% nelle otto regioni è significativo, ma non rende il bando gratis. La parte da restituire resta sostanziale. Molti fondatori sottovalutano questo punto.
Cosa sono i costi ammissibili
Smart&Start finanzia solo certe categorie di spesa, e la rendicontazione è rigorosa (circolare 439196/2019, punto 10):
- Immobilizzazioni materiali: impianti, macchinari e attrezzature tecnologici nuovi di fabbrica. Niente beni usati.
- Immobilizzazioni immateriali: brevetti, marchi, licenze (anche software), know-how e la prima certificazione.
- Servizi: progettazione e sviluppo di soluzioni informatiche, consulenze specialistiche tecnologiche non continuative, servizi di incubatori e acceleratori. Marketing e web marketing sono ammessi entro il 20% del piano.
- Personale: dipendenti con mansioni tecniche impiegati nel piano, rendicontati a costi standard, e collaboratori con i requisiti dell’art. 25, comma 2, lettera h), n. 2 del DL 179/2012. Esclusi amministrativi, contabili e commerciali (FAQ Invitalia 5.c e 5.d).
- Capitale circolante: materie prime, materiali di consumo, servizi operativi, affitto della sede, canoni di leasing e noleggio di impianti e attrezzature, entro il 20% delle spese di investimento ammesse.
Non sono ammissibili, tra le altre: l’IVA e le altre imposte, i beni usati, gli automezzi, le forniture da soci o parti correlate, i titoli di spesa sotto i 500 euro. Pubblicità e promozione passano solo se non ricorrenti e legate al lancio dell’innovazione. La regola pratica: se non è dimostrabile come contributo diretto al prodotto o servizio innovativo, non passa.
Tassi di approvazione: la realtà
Dall’apertura nel 2015 al 31 dicembre 2024 Smart&Start ha ricevuto 5.163 domande: delle 4.684 istruttorie concluse, 1.236 si sono chiuse con l’ammissione (MIMIT, Relazione annuale 2025, dati Invitalia). Sui dati a fine 2023 il ministero stesso scrive che è stato approvato il 23% delle domande (Relazione annuale 2024). In pratica, circa tre progetti su quattro non arrivano al finanziamento.
Prima di presentare, questi sono i punti da controllare uno per uno:
- Profilo di startup innovativa formalmente carente (es. spese di R&S sotto-soglia).
- Business plan generico, senza target verticale chiaro e numeri credibili.
- Compagine sociale fragile (un solo fondatore, niente competenze tecniche dimostrate).
- Progetto non sufficientemente “innovativo” rispetto allo stato dell’arte di settore.
- Documentazione formale incompleta (DURC, antimafia, certificazioni).
Secondo noi il quarto punto è quello dove si gioca la partita reale. “Innovativo rispetto allo stato dell’arte” è un giudizio discrezionale del valutatore. Una buona benchmark map dei competitor e una sezione tecnica specifica fanno la differenza.
Cosa preparare prima
Se sei a sei mesi dalla presentazione, ecco l’ordine concreto di lavoro:
- Iscrivi la startup alla sezione speciale appena soddisfi i requisiti (può richiedere settimane). Se sei ancora in fase di costituzione, valuta il percorso da team non costituito.
- Definisci il perimetro del progetto in modo chirurgico: cosa fa esattamente la tua tecnologia, perché è non-ovvia, come si confronta con i top tre competitor europei o mondiali.
- Costruisci un piano spese coerente. Non gonfiare per arrivare al milione e mezzo: Invitalia valuta se le spese sono pertinenti e congrue.
- Prepara la documentazione formale: visura aggiornata, DURC, dichiarazioni antimafia, certificazioni utili (UNI, ISO, brevetti).
- Scrivi il business plan ad alta densità informativa. Niente claim generici. Numeri specifici, TAM/SAM/SOM, scenari, traction misurabile.
Se sei compatibile, Bendy te lo dice
Per la maggior parte dei fondatori, il problema non è scrivere la domanda — è capire in anticipo se vale la pena scriverla. Smart&Start ha requisiti formali precisi e una griglia di valutazione articolata. Bendy ti dice il tuo punteggio di compatibilità prima ancora che tu prepari il piano spese, così investi il tempo solo dove ha senso.
Mettiti in lista: quando ti scriviamo per l’accesso, puoi caricare il tuo profilo e vedere se Smart&Start è un match per te, riga per riga.
Fonti
Aggiornato il 15 ottobre 2026: cifre e regole riverificate sulle fonti ufficiali. Le regole possono cambiare: prima di candidarti controlla sempre la scheda Invitalia.
- Invitalia, Smart&Start Italia (dati al 31 agosto 2026)
- MIMIT, scheda Smart&Start Italia
- DM 24 settembre 2014, testo coordinato
- Circolare MISE 439196 del 16 dicembre 2019
- Invitalia, FAQ Smart&Start Italia
- DM 13 luglio 2026 (modifiche, non ancora operative)
- DL 189/2016 (comuni del cratere sismico)
- MIMIT, Relazione annuale 2025 su startup e PMI innovative
- MIMIT, Relazione annuale 2024 su startup e PMI innovative